Glossario: P

Perdita dell'impianto
Spesso è difficile identificare con chiarezza le ragioni della perdita di un impianto. Le cause possibili sono molteplici:
 
  • igiene orale insufficiente all’origine di infezioni simili alla parodontite, associate spesso anche al tabagismo
  • sollecitazione meccanica eccessiva, come avviene ad esempio con il digrignamento dei denti (bruxismo)
  • osso di scarsa qualità, che non è in grado di sopportare le sollecitazioni meccaniche (ad es. osso osteoporotico nel paziente anziano)
  • cicatrizzazione (osteointegrazione) insufficiente dell’impianto nell’osso
  • volume disponibile di tessuto osseo insufficiente
  • relazioni anatomiche sfavorevoli tra i due mascellari (vari tipi di malocclusioni più o meno pronunciate)
  • inserimento dell’impianto eseguito con imperizia da parte del medico dentista (in questo caso, l’insuccesso si manifesta poco tempo dopo l’intervento chirurgico)
  • infezione durante la fase di cicatrizzazione
  • causa sconosciuta
Perdita di massa ossea
Nonostante l'elevato tasso di successo degli impianti moderni, gli studi hanno dimostrato che nel corso del tempo possono insorgere problemi, che magari non sono particolarmente gravi da costringere a rimuovere l'impianto, ma che richiedono comunque un trattamento. Analogamente al tessuto che sostiene il dente naturale, anche le strutture del dente artificiale che sostengono l'impianto possono essere affette da un'infiammazione cronica che porta alla perdita di osso. Questa malattia si chiama parodontite per il dente e peri-implantite per l'impianto. La peri-implantite può manifestarsi con diverse connotazioni anche dopo cinque anni in un impianto su dieci. Se l'infiammazione va avanti senza essere stata individuata, l'osso di supporto può ridursi fino a far staccare l'impianto.
 
Se la placca batterica sulla superficie della protesi dentaria non viene rimossa per più di due giorni, la gengiva reagisce con un'infiammazione, che allo stadio iniziale colpisce solo gli strati superficiali del tessuto attorno all'impianto. L'infiammazione scompare senza lasciare danni duraturi dopo una pulizia professionale e con un'accurata igiene orale. Lasciando invece per lungo tempo la placca batterica depositata sull'impianto, l'infiammazione inizialmente innocua può trasmettersi anche all'osso, che inizia a ritirarsi progressivamente finché attorno all'impianto col tempo inizia a formarsi un cratere. Le infiammazioni peri-implantari non provocano dolori e solo raramente sono visibili a occhio nudo con sintomi come arrossamento, tumefazione, emorragia o suppurazione. Di conseguenza la peri-implantite può progredire, senza che il paziente se ne accorga, fino a provocare danni gravi. Per questi motivi si consiglia di farsi visitare periodicamente dal dentista o dall'igienista dentale. Il controllo del sito dell'impianto, un'eventuale radiografia o un esame microbiologico aiutano a individuare tempestivamente le patologie peri-implantari e a curarle in modo mirato.
Peri-implantite
Nonostante l'elevato tasso di successo degli impianti moderni, gli studi hanno dimostrato che nel corso del tempo possono insorgere problemi, che magari non sono particolarmente gravi da costringere a rimuovere l'impianto, ma che richiedono comunque un trattamento. Analogamente al tessuto che sostiene il dente naturale, anche le strutture del dente artificiale che sostengono l'impianto possono essere affette da un'infiammazione cronica che porta alla perdita di osso. Questa malattia si chiama parodontite per il dente e peri-implantite per l'impianto. La peri-implantite può manifestarsi con diverse connotazioni anche dopo cinque anni in un impianto su dieci. Se l'infiammazione va avanti senza essere stata individuata, l'osso di supporto può ridursi fino a far staccare l'impianto.
 
Se la placca batterica sulla superficie della protesi dentaria non viene rimossa per più di due giorni, la gengiva reagisce con un'infiammazione, che allo stadio iniziale colpisce solo gli strati superficiali del tessuto attorno all'impianto. L'infiammazione scompare senza lasciare danni duraturi dopo una pulizia professionale e con un'accurata igiene orale. Lasciando invece per lungo tempo la placca batterica depositata sull'impianto, l'infiammazione inizialmente innocua può trasmettersi anche all'osso, che inizia a ritirarsi progressivamente finché attorno all'impianto col tempo inizia a formarsi un cratere. Le infiammazioni peri-implantari non provocano dolori e solo raramente sono visibili a occhio nudo con sintomi come arrossamento, tumefazione, emorragia o suppurazione. Di conseguenza la peri-implantite può progredire, senza che il paziente se ne accorga, fino a provocare danni gravi. Per questi motivi si consiglia di farsi visitare periodicamente dal dentista o dall'igienista dentale. Il controllo del sito dell'impianto, un'eventuale radiografia o un esame microbiologico aiutano a individuare tempestivamente le patologie peri-implantari e a curarle in modo mirato.
Pianificazione
Dopo una valutazione clinica approfondita viene compilato un piano terapeutico individuale. Spesso sono possibili diverse varianti di cure, di cui devono essere discussi i vantaggi e gli svantaggi.
Ponte fisso
Anche nel caso in cui nel mascellare inferiore o superiore manchino molti denti, è possibile eseguire degli impianti con un ponte fisso. I ponti fissi presentano il vantaggio di essere recepiti come denti propri, tuttavia si possono eseguire solo se l’osso mascellare è in buone condizioni. Vengono inseriti più impianti, sui quali si fissano i ponti.
Power Plate
Secondo le raccomandazioni di palestre e centri sportivi, nonché dei distributori del Power Plate, è assolutamente sconsigliato l’allenamento con la pedana vibrante dopo un impianto protesico eseguito di recente (inserimento di placche di metallo, perni, ecc.), tra cui anche l’impianto dentale. Riguardo a quest’ultimo, è solo dopo un periodo di pausa di circa quattro settimane, necessario per la cicatrizzazione (osteointegrazione), che si possono riprendere tranquillamente gli allenamenti con il Power Plate. Tuttavia, non sono ancora disponibili degli studi scientifici in merito a tale questione.
Premesse fondamentali alla cura implantologica
La valutazione precisa della situazione individuale di ogni singolo paziente è indispensabile per potersi pronunciare a favore o contro una terapia implantologica (si veda anche il capitolo «Informazione, valutazione e pianificazione»). I seguenti fattori costituiscono la premessa fondamentale per un trattamento implantologico di successo:
 
  • Buono stato di salute generale
  • Sufficiente volume e qualità del tessuto osseo
  • Disponibilità da parte del paziente a mantenere un’igiene orale ineccepibile
Protesi
In caso di cicatrizzazione chiusa, gli impianti devono essere scoperti con un piccolo intervento al termine del periodo di osteointegrazione. Dopo la scopertura (o scappucciamento) dell'impianto, si prende un'impronta per far eseguire la protesi al laboratorio odontotecnico. Le protesi fisse, come le corone o i ponti, vengono applicate sugli impianti sostanzialmente in due modi: per avvitamento o cementazione. Il vantaggio dell’avvitamento è che permette la rimozione della protesi dentaria fissa; tuttavia, il lavoro dell’odontotecnico è generalmente più costoso.
Protesi dentaria rimovibile
Anche nel caso in cui nel mascellare inferiore o superiore manchino tutti i denti è possibile eseguire degli impianti, sia con un ponte fisso, o una protesi rimovibile.

La soluzione rimovibile viene presa in considerazione se l'osso mascellare si presenta già abbastanza assottigliato e non è possibile, né desiderabile procedere alla ricostruzione dell'osso stesso. Per una protesi dentaria fissa che abbia delle buone qualità funzionali ed estetiche, sono necessari di norma da 6 a 8 pilastri nel mascellare superiore e da 4 a 6 pilastri in quello inferiore. La soluzione con impianti è nettamente più stabile rispetto alla protesi tradizionale e garantisce una migliore funzionalità masticatoria. Per consentire la rimozione della protesi per motivi d'igiene, essa viene fissata agli impianti mediante ancoraggi di precisione quali le costruzioni a barra, o i bottoni a pressione. La protesi può essere anche avvitata in modo fisso: in tal caso solo il medico dentista è in grado di rimuoverla.
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Che cos'è un impianto dentale?

L’impianto si presenta sotto forma di una vite, di norma in titanio, inserita mediante intervento chirurgico nell’osso mascellare o mandibolare, dove sostituisce la radice di un dente mancante. Su questo pilastro artificiale verrà successivamente fissata una protesi dentaria. La tecnica dell’impianto consente di sostituire un singolo dente, colmare una lacuna dentaria più estesa o stabilizzare e fissare una protesi rimovibile in un mascellare completamente edentulo.